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Rassegna: "Il tormento e l'estasi". I dipinti di Guido Reni

Comunicato stampa.

Dal 6 ottobre al 20 gennaio 2008 Palazzo Rosso di Genova ospita, in via straordinaria, cinque degli otto dipinti realizzati da Guido Reni e raffiguranti San Sebastiano, provenienti da alcuni tra i più importanti musei del mondo: il Prado di Madrid, i Capitolini di Roma, il Museo de Arte de Ponce di Porto Rico (mentre per ragioni conservative non è stato reso possibile il prestito da parte del Louvre).

Nel Duecento, quando il vescovo di Genova Jacopo da Varagine raccontò la vicenda di San Sebastiano, non spese una parola per illustrarne la prestanza fisica. E nel narrarne il primo martirio arrivò a paragonare il suo corpo trafitto dalle molte frecce degli arcieri all’immagine involontariamente irridente di un porcospino.

Tre secoli più tardi, in compenso, quando ormai il culto del santo aveva avuto una straordinaria diffusione per effetto della protezione che gli veniva attribuita in occasione delle epidemie di peste, Guido Reni ha fornito del martirio di san Sebastiano immagini del tutto indipendenti dalle suggestioni medievali, non molto in carattere con la devozione religiosa, del tutto edonistiche, tanto è vero che Stendhal ricorda un po’ anedotticamente che quadri dell’artista raffiguranti il santo erano stati tolti dalle chiese di Roma perché innamoravano le bigotte.

Sempre nel XIX secolo Oscar Wilde, vedendo proprio il San Sebastiano di Guido Reni di Genova, ne cominciò a decretare una nuova fortuna che continua fino ad oggi passando attraverso la letteratura (D’Annunzio e Mishima), il cinema (Jarman e Defurne) e altre forme di comunicazione visiva come la fotografia e la danza.

Un’immagine ancora attuale, quindi, ma dei cui prototipi reniani si conoscono diverse versioni, intorno alle quali la critica si è a più riprese interrogata ponendosi il quesito se si tratti sempre di originali o di opere di bottega e cercando di ricostruirne la cronologia.

E’ da questi quesiti che è scaturita l’idea della mostra finalizzata a un confronto diretto fra le sei versioni di queste opere conservate in collezioni pubbliche, confortato dalla contestuale raccolta di tutte le informazioni storiche, critiche e tecniche disponibili su ciascuna opera.

Il progetto, partito da Genova, ha ottenuto il consenso di altri quattro musei interessati (Auckland, Madrid, Porto Rico e Roma, mentre ragioni conservative non reso possibile il prestito da parte del Louvre) e un’adesione entusiastica da parte della Dulwich Picture Gallery di Londra – la più antica collezione pubblica della Gran Bretagna – che si è offerta di condividere in partenariato l’iniziativa e di ospitare la mostra alla conclusione dell’edizione genovese, che si terrà presso i Musei di Strada Nuova – Palazzo Rosso dal 6 ottobre 2007 al 20 gennaio 2008.

Il catalogo, curato da Piero Boccardo, Direttore dei Musei di Strada Nuova, e Xavier Salomon, Chief Curator del museo londinese, oltre a contenere saggi sulle vicende e sulla fortuna iconografica di San Sebastiano (Karim Ressouni-Demigneux), sulla traiettoria dell’arte di Reni negli anni dieci del Seicento (Andrea Emiliani), sul ruolo di San Sebastiano nell’opera del pittore bolognese e sulla questione dell’“originale” e della bottega (Richard Spear), e sui diretti rapporti di Reni con la committenza genovese (Piero Boccardo), raccoglie le schede dei sette dipinti presi in considerazione (compreso quello del Louvre) redatte dai conservatori dei diversi musei, ed è stampato da Silvana Editoriale.

Per maggiori informazioni visitare il sito www.museopalazzorosso.it

mail: museidistradanuova@comune.genova.it

14 ottobre 2007

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