''Senza glutine'', un divertente punto di vista sui rapporti di coppia e non solo

di Giusi Potenza.

Nel cuore di trastevere, ancora in scena al teatro Argot fino al 7 maggio, ''Senza glutine'', il nuovo spettacolo dell'attore e drammaturgo palermitano Giuseppe Tantillo. Con lo stesso autore in scena anche i bravi Valentina Carli, Orsetta De Rossi e Vincenzo De Michele. Il testo partendo dall'inusuale assunto che molti dei moti dell'animo umano, per carattere e atteggiamenti, siano dovuti alla presenza di differenti batteri intestinali, cerca di dimostrare il modo in cui una dieta particolare, che genera appunto, particolari batteri in un dato momento, possa influenzare e modificare la vita di ognuno e a maggior ragione i rapporti interpersonali, laddove per ognuna delle persone con le quali ci si trova ad interfacciarsi, avvenga il medesimo mutamento batterico: pensi di conoscere una persona che ad un tratto ti si rivela tutt'altra, poiché ha cambiato alimentazione. In termini più chiari, si tratta di un'analisi a tratti cinica, a tratti molto realistica, certamente ironica ma non superficiale, dei rapporti di coppia in particolare, ma più in generale dei rapporti umani e perché no, anche del rapporto con sé stessi, nel momento in cui si sceglie di sganciarsi dai legami trascinati per routine e si decide di avere il coraggio di guardarsi fino in fondo. ''La cosa più difficile in assoluto è lasciarsi. Anche se non ci si ama più. E in un certo senso non è neanche un male. Se non fosse così non si farebbero un sacco di cose. E non si conoscerebbero veramente le persone. In fondo cominciamo davvero a conoscere la persona che ci sta accanto quando smettiamo di provare qualcosa per lei. Solo allora riusciamo a vederla per quello che è. E a quel punto viene fuori tutto quell'insieme di senso di colpa, malinconia, tenerezza e gratitudine che prende il nome di rapporto stabile. Dove il sesso è una chimera e la dermatite atopica una triste realtà''.
Il plot drammaturgico non è lineare, oltre ad alternare dialoghi serrati e battute al vetriolo, a brevi monologhi riflessivi, l'autore prevede salti temporali e spazia tra presente e passato, andando avanti e dietro nel racconto delle vicende. Non si può dire proprio che non riesca nell'impresa, sarebbe ingiusto, ma per essere precisi, non si può non parlare di alcune sviste, non gravi certo, ma pur sempre presenti e che potrebbero essere raddrizzate; molto meglio la costruzione dei personaggi. Due coppie, la prima composta da due trentenni, l'altra da due cinquantenni, molto diversi tra loro per impostazione del rapporto e per dinamiche, tutti e quattro presentano una personalità forte e ben inquadrata, ognuno di loro ha il proprio carattere e tenta di affrontare a modo suo quanto accade. Il personaggio che più di tutti può spostarsi su un registro emotivo più ampio, è quello di Lisa interpretata da Valentina Carli, che si trova ad affrontare situazioni e relativi stati d'animo molto differenti, la si vede decisa e sarcastica, isterica, leziosa, disperata, commossa, divertita, accondiscendente, incredula, sempre credibile e concentrata. Gli altri tre personaggi, hanno meno margine di manovra poiché i loro caratteri risultano essere più inquadrati, ma gli attori sono tutti in parte, sempre efficaci e convincenti. Precisa e carismatica come sempre Orsetta De Rossi, simpatico e disinvolto Vincenzo De Michele, sempre più maturo e padrone dei propri mezzi il bravo Giuseppe Tantillo, perfetto protagonista, si cuce addosso un personaggio che gli calza a pennello. Anche la regia dello stesso Tantillo con Daniele Muratore, è senza pecche, molto studiata, ma discreta ed efficace al contempo, si amalgama alla perfezione con il bel disegno luci di Daria Grispino e la gestione dello spazio scenico da parte degli attori, in un equilibrio ben calibrato e senza sbavature.

03 / 05 / 2017

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