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"STORIE DI LAVORO" arte - spettacoli - racconti


Associazione Percorsi presenta

15-20 dicembre 2007

Civita Castellana-Viterbo-Montalto di Castro

STORIE DI LAVORO arte # spettacoli # racconti, il lavoro raccontato nei luoghi di lavoro

direzione artistica Ferdinando Vaselli

PROGRAMMA:

FabbricAzioni La fabbrica tra memoria e trasformazione dei territori Conferenza-spettacolo+Mostra d’Arte Contemporanea Rex, Lef, Lex + Merenda del ceramista, 15 dicembre, ore 17,00 Ex Ceramica Primula S.S. Flaminia Km. 58.049 Civita Castellana

La fabbrica che trasforma e la fabbrica trasformata. FabbricAzioni è un viaggio tra passato e presente, una conferenza-spettacolo in cui si alternano racconti delle fabbriche di Civita Castellana e cronache all’interno del grande polo dell’Ilva di Taranto, canti popolari e lezioni sulle trasformazioni della fabbrica in luoghi artistici ed interventi di arte contemporanea. Il tutto all’interno di una fabbrica di ceramiche di Civita Castellana.

I relatori: Marcello Carriero: storico e critico d’arte dal 1990 si occupa dei linguaggi visivi contemporanei. Nel 2000 ha scritto oltre il muro magico ed. settecittà. Nel 2006 la prima monografia sul futurista Volt. Nel 2007 esce per i tipi King editori Iperluogo ed altri luoghi in cui Carriero affronta i paradossi dell’arte contemporanea. Scrive sulla rivista trimestrale Arte e critica. I suoi interventi si possono trovare su exibart.com merzbau.it. Insegna storia e cultura della moda presso l’università di Tor Vergata facoltà di lettere e filosofia. Ornella Bellucci: Nata a Taranto giornalista professionista si è occupata di immigrati per il manifesto, Carta , Avvenimenti. Per Popolare Network ha curato le inchieste sotto le ciminiere, lavorare stanca, per voi non siamo nessuno. Collabora con Lo straniero e ha pubblicato alcuni dei suoi racconti nelle antologie Qualcosa da dire voci da una Puglia migliore (Kora edizioni 2005) e Il pallone è tondo (l’ancora del mediterraneo 2005). Alessandro Leogrande: Vicedirettore del mensile lo Straniero, collabora con il Corriere del mezzogiorno, Avvenimenti, Radiotre. Per la casa editrice l’ancora del mediterraneo ha scritto Un mare mascosto(2000), un reportage letterario da Taranto negli anni della privatizzazione e ha partecipato a varie antologie e saggi tra cui Le male vite (2003), storie di contrabbando e multinazionali. Nel paese dei vicerè. L’Italia tra pace e guerra(2006). Sara Marchesi. Inizia lo studio sul canto attraverso l’esecuzione di musica sacra in formazione corale. Dal 2003 studia con Lucilla Galeazzi la voce nella musica popolare italiana. Cura una rielaborazione di canti e musiche popolari e collabora con diverse compagnie. Tra cui: H.Ducroux, Il Pudore bene in vista,Teatro Valdoca, Fura del Baus,Teatro Ocra, OThiasos, Koinè, Teatro Viola. Stefano Donegà. Chitarrista, polistrumentista, cantante ha partecipatonegli anni a numerosi progetti in vari ambiti musicali. Approda infine alla musica popolare collaborando con Ambrogio Sparagna e Lucilla Galeazzi, con la quale ultimamente ha preso parte allo spettacolo "Maggio maggio è capitano". Ferdinando Vaselli: Dopo aver preso parte a numerosi spettacoli come attore ha intrapreso dal 2004 un percorso sulla memoria. Bocchisiero è la prima tappa (Teatro della Tosse di Genova e Piccolo Teatro Studio di Milano). 50lire spettacolo sulle fabbriche senza padrone è la seconda tappa e vince la XII edizione del Premio Enrico Maria Salerno. Nel 2006 scrive e cura la regia di Annuska con Rosa Sironi (finalista Premio Dante Cappelletti). Dal 2006 cura la direzione artistica del Festival dei Centri storici Della Valle Del Farfa.

Rex, lex, rex mostra d’arte contemporanea

di: Nicoletta Braga, Mauro Folci, Massimo Mazzone, Alberto Zanazzo, nel ciclo di attività denominate: "Edifici concettuali e architetture, i modelli di rappresentazione della città immaginaria e della città reale", un progetto com. plot S.Y.S. tem. Realizzano qui un vocabolario sintetico di arte e autonomia che occupa spazialmente la sala nella sua lunghezza, rappresentando un filo rosso che unisce le opere in esposizione. La mostra è concepita e realizzata a quattro mani attraverso una continua contaminazione fatta di rimandi concettuali tra opere e artisti. I quattro artisti, tra quelli già presenti alla X Biennale di Venezia di Architettura nel progetto com.plot S.Y.S. tem continuano con il loro operato, mai riverente e convenzionale, a sollecitare costantemente un’attenta riflessione critica sulle logiche che regolano la società contemporanea.

18 dicembre ore 21,00 Aula Mendel, ex Rettorato via San Giovanni Decollato, n. 1 Viterbo

Andare camminare lavorare. Racconti, musica e immagini di lavoro. Raccontare il lavoro per comprendere la complessità delle trasformazioni della società. Raccontarlo attraverso l’arte per non fermarsi alla superficie delle problematiche, per interrogarsi e non dare solo risposte, raccontare storie marginali per non oscurarle definitivamente, raccontare le storie delle persone per comprendere il presente. Siamo partiti da una storia locale, quella degli scalpellini viterbesi, per parlare della cultura del saper fare, siamo approdati a Taranto dove all’interno dell’Ilva si consumano storie di mobbing, per finire sempre in Puglia per parlare di immigrazione col triangolo degli schiavi di Ulderico Pesce. Racconti ma non solo. Immagini con selezioni provenienti da “obiettivi sul lavoro”, un festival di cortometraggi sul lavoro che pone una particolare attenzione al precariato. Immagini ancora ma con musica con una selezione di film celebri sul lavoro musicati per l’occasione da Andrea Araceli. Antonello Ricci: Protagonista di numerose esperienze di impegno civile nella sua città è studioso poliedrico, scrittore, educatore, regista teatrale e infaticabile promotore di cultura. Ha pubblicato saggi di storia orale, antropologia della scrittura, poesia improvvisata e didattica della scrittura su riviste e quotidiani quali Italiano & Oltre, La Ricerca Folklorica, I Giorni Cantati, Il Mulino, Il Manifesto. Dal 2001 collabora con l’editore Stampa Alternativa. Alessandro Langiu è autore- attore e regista di testi teatrali, racconti brevi, sceneggiature E’ del 2003 Venticinquemila Granelli di Sabbia, dopo quattro anni di ri-scritture. Il testo vince il Premio Annalisa Scafi 2004 . Ha prodotto su commissione per il Centenario CGIL Puglia 2006 Di Figlio Padre Di Figlia Madre. Venticinquemila granelli di sabbia, ha partecipato alla trasmissione Ambiente Italia, Rai tre. Nel marzo 2007 Otto Mesi in Residence è stato ospitato a Fahreinet, Radio Tre. Ulderico Pesce è nato nella regione che si può chiamare in due modi: Basilicata o Lucania ma che pochi chiamano perché pochi conoscono. Mio nonno, come suo padre, ha fatto l’arrotino, girava per i paesi della Basilicata, della Calabria, della Puglia e di parte della Campania e “ammolava” coltelli raccontando storie. Ulderico voleva essere come suo nonno, e come il mio bisnonno ma anche come suo padre che faceva il sindacalista. Poi s’è trasferito a Roma e ha lavorato, dopo aver iniziato l’istituto del Dramma Antico, con Giorgio Albertazzi. Poi in seguito con Carmelo Bene, con Amelia Rosselli, con Luca Ronconi e con Gabriele Lavia. Infine è stato in Russia con Vassiliev dove si è fermato per tre anni. Poi è tornato ed ha cominciato a raccontare storie.

20 dicembre ore 21,00 Centrale ENEL “Alessandro Volta” Loc. Pian de’ Gangani - Montalto di Castro.

arMaMaxa teatro: "Braccianti. La memoria che resta". Spettacolo teatrale * di e con Alessandro Messina e Micaela Sapienza. Selezioni video dal Festival Obiettivi sul lavoro

Braccianti viaggia nel passato, nella fatica di quando si lavorava “da sole a sole”… fino a squarci odierni, a quei nuovi braccianti “a colori”, venuti dalla miseria di altre parti del mondo. Nello spazio vuoto del palcoscenico poche sedie e, sul fondo, un grande velo bianco dove sono proiettate immagini che prendono vita dai gesti degli interpreti: volti, mani, stalle, strade, campi, vigne, povere stanze E la terra, quella terra che inghiotte e prosciuga le forze, torna nelle voci, nei racconti, nelle parole dei testimoni di allora. Armamaxa è parola di origine greca che vuol dire carro, carretto. L’associazione “trasporta” i diversi progetti teatrali dei suoi componenti che si riconoscono in un teatro necessario e umano fatto di passione, tempo e ricerca. Dal 1998 Armamaxaha prevalentemente fondato la propria poetica sulla ricerca del legame tra oralità, movimento, teatro e ricerca sociologica, costruendo un percorso culturale e artistico fortemente legato al presente. Gli spettacoli di Armamaxa sono stati rappresentati in tutta Italia e in occasione dei più importanti festival teatrali nazionali.

15 / 12 / 2007



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