| chi siamo Network www.eagenews.it
  Home | Programma teatri Roma | Programma teatri Milano | Programma teatri Napoli Email | teatroespettacolo di Federico Pontiero
spettacolo
teatro
notizie e curiosità
eventi culturali
spettacolo consigliato
Cerca nel sito



Speciale network

Ecodelcinema
Per la pubblicità su questo sito


Approfondimento
sugli argomenti

Superba interpretazione di Giuliana Lojodice in LE CONVERSAZIONI DI ANNA K. al Teatro Eliseo


Ecco un perfetto esempio di come sia possibile "vincere" con la nuova drammaturgia che guarda ai classici. Ugo Chiti si è affermato da anni come uno (tra i pochi) degli autori italiani capaci di incidere nel panorama del teatro nazionale, arricchisce l'esperienza teatrale del nostro paese di una voce che ne racconta i mutamenti, spesso dolorosi e brucianti come ferite esposte, altre volte impalpabili e accompagnati dalla leggerezza del sorridere. Ha una sua compagnia, "Arca Azzurra", dirige i suoi testi, riesce ad avere canali e contatti produttivi e distributivi importanti. Stimato sceneggiatore e regista italiano, toscano verace, apprezzato commediografo specializzato soprattutto in drammaturgia popolare, con “Le conversazioni di Anna K” apre una straordinaria finestra sul mondo delle Metamorfosi di Franz Kafka. Lo fa rileggendo in modo personale la struttura e la vicenda del racconto dello scrittore boemo. Da questo suo nuovo lavoro Chiti che, firma il testo e la regia, fa emergere, rendendo protagonista una figura originariamente marginale, la vedova tutto fare assunta dalla famiglia Samsa, Anna l’anziana pettegola dal passato intenso e dal cognome imprecisato che diventa per l’autore inevitabilmente K. Con quest’opera, testo vincitore del 49° Premio Riccione per il Teatro, Ugo Chiti torna ad affrontare Kafka dopo ben due diversi allestimenti della Metamorfosi, ribaltando il punto di vista nella vicenda di casa Samsa e tracciando la personalità di Anna. Così la giuria del premio ha motivato il riconoscimento all’autore e regista toscano: “Ugo Chiti affronta il mondo di Kafka e con stile personale e una struttura impeccabile, ci rende nuova La metamorfosi, ribaltandone il punto di vista e creando una straordinaria figura femminile nella protagonista Anna K., che nel racconto originale compare solo di straforo, e qui viene rigenerata da trasandata donna delle pulizie a una sorta di badante che, con la sua presenza esterna ma straordinariamente umana, sa ricondurre anche la diversità più mostruosa alla consapevolezza che la vera diversità consiste nell’essere esclusi dai sentimenti. E il suo orrore si allarga, uscendo dalla stanza di Gregor Samsa per invadere una periferia che sa di minestrone e di corpi sudati”.
È Anna la protagonista per Chiti, magistralmente interpretata da una celebre signora della scena teatrale italiana Giuliana Lojodice inarrivabile nel rendere vivo il personaggio, da presenza marginale ed estranea, la innalza al centro della scena e della storia, manifestando tutta la sua straordinaria umanità, attraverso la capacità di infondere la consapevolezza che l’essere diverso significhi, prima di tutto, essere lontano dagli affetti e dai sentimenti. Al suo fianco gli storici attori di Arca Azzurra: Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Alessio Venturini, tutti molto bravi per rendere lo spettacolo impareggiabile, non una sbavatura, perfetti i tempi recitativi, palpabile l’affiatamento e l’amalgama del cast, funzionali e maestose le scene, efficaci le trovate, i costumi, la regia attenta ad equilibrare momenti di intensità, suspance, comicità per una resa emotivamente coinvolgente.
Sarà forse l’amore viscerale per il palcoscenico a rendere Giuliana Lojdice una protagonista splendida, alle prese con un personaggio complesso, prospettico, inedito, senza mai un istante di incertezza nell’incedere, un abbassamento di voce o un gesto fuori tempo. Vola il tempo in platea, ma Anna/Giuliana resta con noi anche nel ritorno a casa, continuiamo a raccontarci quello che abbiamo visto, sentito, ma soprattutto vissuto con lei. Due ore cariche di poesia, sentimenti e sensazioni diverse, la protagonista è una donna sola, sopravvissuta ad una serie di umiliazioni e ferite che è sempre riuscita a risollevarsi e a reagire, anche grazie alla famiglia Samsa dalla quale è stata assunta per pietà in uno dei momenti bui della sua vita, non aspetta altro che trovare “qualcuno con cui intendersi” dice, e lo dice ad uno scarafaggio e/o a sé stessa. È grata a quella famiglia che l’ha accolta e farebbe qualunque cosa per loro, ma ha bisogno di essere ascoltata e loro non possono farlo, non hanno tempo, né voglia di prestare troppa attenzione a quella domestica logorroica e sempliciotta che li inonda di racconti, episodi, pettegolezzi superflui e distanti da loro. Anna si assume la responsabilità delle loro vite e non smette mai di considerare persona Gregorio, anche adesso, dopo l’inspiegabile metamorfosi continua a rispettare, curare, accudire e parlare a quell’essere diverso, perché Gregorio non è altro che la molla che fa scattare le confessioni, la metafora sia sull’accettazione che sul bisogno di attenzione e ascolto.
Come nel romanzo kafkiano, chi si accorge per primo della stranezza di quella giornata dopo le quale nulla resterà come prima, è il protagonista, Gregorio nel testo, Anna nel dramma, cambia il punto di vista, Anna cambia le prospettive più private del racconto, si muove in quelle più dimesse e quotidiane attivando i personaggi e interagendo con le traiettorie e le dinamiche del racconto con una personale affettività. Con la sua tenera e riduttiva visione investe di uno sguardo amoroso la "tragedia" in questione e di conseguenza ogni diversità, come la condizione estrema del vivere accanto al dolore.
Il dramma si presta a diverse letture, personalmente ho trovato un implicito attacco a quell'ipocrita frangia conservatrice che, nel XXI secolo, ancora considera la disabilità come qualcosa da tenere ipocritamente nascosto, fin quasi a voler far finta di niente, qualcosa da ignorare, “ci siamo quasi dimenticati di lui”. Il senso di ripugnanza, vergogna, abbandono, allontanamento, schifo e repulsione per il diverso, tenuto recluso, prigioniero, segregato, sono ben tracciati da Chiti che ha il merito di denunciare come la morte del malato, venga accolta come liberazione e possibilità di riprendere la propria vita.
Lo spettacolo è anche occasione per rileggersi le pagine di La Metamorfosi. Nella metafora dell'insetto Kafkiano c'è la dipendenza della famiglia che provoca la trasformazione dell'individuo in un essere bestiale, la dimensione piccolo borghese che prova ribrezzo una volta che il figlio si è trasformato in un essere immondo e disgustoso e che inizia a essere un peso per tutti, la drammaturgia mantiene la "trasformazione" che loro malgrado tutti subiscono, non possono più appoggiarsi sia economicamente che per tutto il resto, al figlio perfetto, a Gregorio, anche gli altri quindi cambiano, escono dalla loro ignavia e cercano di sopravvivere, di reagire, ognuno a suo modo. Ma la sola che con umanità, affetto riesce a convivere con il dolore, riesce a vedere oltre l'insetto la persona è la governante Anna K.

(Giusi Potenza)

Lo spettacolo resta in scena, al Teatro Eliseo di Roma, fino all'8 Febbraio 2009

Per informazioni: www.teatroeliseo.it

28 / 01 / 2009



Pagine correlate recensioni


Commenti e opinioni

Scrivi il tuo commento sulla pagina
'Superba interpretazione di Giuliana Lojodice in LE CONVERSAZIONI DI ANNA K. al Teatro Eliseo '


Il tuo nome (facoltativo)


Contatti

Per contattare la redazione del sito Teatroespettacolo scrivere all'indirizzo email teatroespettacolo@email.it

Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema recensioni teatro

Segnala un sito/link di approfondimento
 

Per la Pubblicità internet su questo network

RECENSIONI

Altre pagine
sugli argomenti




teatroespettacolo

Focus 10/02/2012
Federico Salvatore torna nella sua Napoli al teatro Totò con \´Se io fossi San Gennaro\´

10/02/2012
Diciannovesima edizione della rassegna di danza \´Divertiamoci con l´arte\´

10/02/2012
NEL NOME DEL PADRE in scena al Teatro Quirinetta di Roma

09/02/2012
BLACKBIRD in scena al Teatro Carignano di Torino

09/02/2012
Pino Quartullo in scena con \´Che ora è\´ al Delle Palme di Napoli

Newsletter

 Network News
13/02/2012
Jammin´ Jazz a Torino dal 21 febbraio al 27 marzo

13/02/2012
Anna Paquin, Tom Hiddleston e Elijah Wood in ´Black Wings Has My Angel´

 


  portale di Federico Pontiero (TS) pagina pubblicata in 1 secondi
Note Legali: questo sito web è di proprietà di Federico Pontiero a cui va la piena e unica responsabilità dei contenuti testuali e grafici pubblicati sul sito - email teatroespettacolo@email.it -
dati e generalità del proprietario del presente dominio sono disponibili pubblicamente presso l'ente internazionale di registrazione domini.
Alcune foto presenti sul sito sono state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla redazione del sito - Il network a cui il sito è affiliato non è responsabile dei contenuti pubblicati sui singoli siti.
 Network Eage - www.eagenews.it | enciclopedia online | sito ospitato su eagenews con accordo di network