Tante ''Regine'' in tutù e in punta di piedi per ''Civitanova Danza''
di Cristina Squartecchia;
Il tutu’, così vaporoso e lattiginoso, e le scarpette da punta non sono altro che gli accessori, o meglio, gli artifici, per eccellenza, di quell’icona così suggestiva, quale sia la ballerina classica che il solo pensiero di farli indossare a degli uomini scatena di per sé un ghigno ironico. Ma, ripensare il repertorio classico-accademico della danse d’école in questi termini rischia di essere un’operazione dissacrante quando se ne snatura lo spirito e lo stile. Non è il caso del Trockadero Ballet, questa compagnia di uomini "en travestie" che dal 1974 iniziando a canzonare i modi leziosi ed un certo atteggiamento divistico del balletto classico ha divertito e conquistato le platee di tutto il mondo ed i consensi della critica mondiale – prova ne sia il commento di Arlene Croce in The New Yorker – definendo con chiarezza la propria identità coreutica. I punti di forza di questo esilarante ensemble, che oggi a distanza di 35 anni vanta un’èquipe specializzata tra organizzatori, costumisti, ballet master e cast con ricambio generazionale, nonché un numeroso fan club, sono senza ombra dubbio: la bravura tecnica dei ballerini uomini capaci di eseguire i più difficili virtuosismi della tecnica femminile, tra quel lirismo aereo delle braccia e quel vigore in punta di piedi, un ampio margine di libertà espressiva concesso al danzatore per ogni ruolo da interpretare e l’introduzione nella trama di variazioni grottesche che conferiscono quel tocco di humor fatto ad arte per suscitare risate e divertimento. Ma i "Trocks", nel rileggere il balletto classico, scavano nei meandri del "plot" drammaturgico, dei personaggi, dell’allestimento confezionandone per ognuno una versione "ad hoc", senza mai demistificare l’essenza che lo ha nutrito. Lo dimostrano i loro cavalli di battaglia, quali "Il Lago dei Cigni" e "La morte del cigno", dove, seppur sgraziati nella loro fisicità maschile, i loro corpi sono in grado di assorbire e restituire quell’aura leggera ed eterea nelle linee e nelle forme, passando con disinvoltura alla pantomima più bizzarra nell’esasperazione ridicola del personaggio. Il loro arrivo a Civitanova presso il Teatro Rossini, è stato un vero e proprio evento accolto con clamore dal pubblico specializzato e non, che si è lasciato sollazzare da queste "regine" in punta di piedi e tutu’. La parodia inizia già a sipario chiuso, quando, un annunciatore, con un falso e derisorio accento russo, presenta il cast delle "stars", con nomi sfarzosamente russi, ed il programma, sottolineando che le ballerine sono "pronte e di ottimo umore". L’Atto bianco del "Lago dei Cigni" si presenta con toni squisitamente burleschi, dal goffo principe Sigfrido, alla estrosa Odette, interpretata da Lariska Dumbchenko ovvero Raffaele Morra, con l’introduzione nella partitura di Cajkovskij del verso delle rane come scherno ad un ambiente popolato più che da cigni ma da strani anfibi. Neanche la purezza dell’astrattismo Balanchiniano sfugge all’ironia dei "Trocks" per il quale hanno confezionato "Go for Barocco" di Peter Anastos e su musica di Bach. Ispirato a "Middle-Blue-Verging-On-Black-and-White Period", del noto Mister B., in cui l’esaltazione delle linee e delle forme viene si rispettata, ma, da un ensemble del tutto singolare ed eterogeneo, come sarcasmo all’omogeneità dei corpi del New York City Ballet. Apoteosi di tanta parodia e divertimento è senza dubbio "La Morte del Cigno", interpretato Ida Nevasayneva, ovvero Paul Ghiselin l’anima dei "Trocks" ed oggi anche ballet master, dove la sua corporatura così longilinea ben aderisce alla figura del volatile. Paul Ghiselin conferisce a questo ruolo un’intelligente sarcasmo con le sue movenze più strambe del cigno grazie anche al suo tutù che perde le penne fino a riempire il palco, mentre attraversa la scena come se stesse camminando sulle acque, il che acuisce la beffa della triste sorte che si sta per compiere. Conclude la serata il balletto "Paquita", eseguito rigorosamente nella versione di Petipa, in cui i ballerini esasperano nel "divertissement" virtuosistico con le gags più esilaranti, quei manierismi affettati di pose e atteggiamenti copiosamente contenuti nella coreografia. Al calore del pubblico, che si dimostra ancora desideroso, i "Trocks" regalano come fuori programma un breve numero sulle note swing di "Sing Sing Sing" per condividere un divertimento ed un entusiasmo reciproci.
DUETTO. 1989-2012: vent`anni di danza contemporanea di Cristina Squartecchia; Prendendo per un attimo le distanze dal presente, dalle nuove sperimentazioni, dai progetti innovativi che nutrono le ultime tendenze della danza italiana ed internazionale, DUETTO di Virgi...
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