Teatro della Cooperativa 2010-2011: la ''resistenza'' nella vita attraverso la libertà artistica
di Maria Lucia Tangorra;
L'affermato vignettista Vauro salutava così Teresa Sarti Strada, Presidente di Emergency: «Babbo ma tu l'hai mai vista la pace?» - «Sì, era bella, forte ed aveva una splendida chioma di capelli rossi!». Nel suo decennale, il Teatro della Cooperativa dedica proprio a lei ed universalmente a tutte le donne la prossima stagione coltivando quello sguardo fermo, delicato e dolcemente ironico verso l'impegno sociale e civile.
All'insegna del pacifismo speso per la difesa dei diritti umani ed appunto la pace, il prossimo cartellone viene animato per la maggior parte delle pièces da attrici - compagnie femminili e assoli - che danno voce a chi spesso cade nell'oblio o viene abusata solo perché "sesso debole".
«130 milioni di donne nel mondo subiscono mutilazioni genitali; 60 milioni vengono assassinate; in Italia un omicidio su 4 avviene in famiglia; 7 vittime su 10 sono donne; 1/3 di chi subisce stupri o tentati tali, non sporge denuncia per paura di ritorsioni o perché sa che in questi casi l'attenzione si concentra più sul jeans attillato della vittima che sul carnefice» (Renato Sarti ndr).
Senza dimenticare il taglio civile dimostrato in questi anni, il Teatro della Cooperativa tocca nelle nuove produzioni, e non solo, i lati oscuri della società come il precariato, il sentimento della vendetta, la logica che tutto sia vendibile e acquistabile facendolo vivere sulla pelle della donna.
S'inizia con una prima nazionale ospitata presso il Teatro Grassi, "Muri – prima e dopo Basaglia" (in scena Giulia Lazzarini dal 2 al 5 ottobre), una ricerca sul campo per costruire una drammaturgia che partisse «dall'altra parte della barricata» (dalle note di regia ndr), quella delle infermiere. Anita Romano specchia in un recital il bianco e nero dell'universo femminile, mentre le collaborazioni con Teatro i ("Mi chiamo Roberta, ho quarant'anni, guadagno duecentocinquanta euro al mese" 30/11-5/12) e l'A.T.I.R ("Trilogia – Incontri con epoche straordinarie" 9-20/03) forniscono un affresco contemporaneo – l'incertezza lavorativa il primo – e storico. Degno di ulteriore rilievo lo spettacolo "Diventare uomo – Frammenti estremi di donne albanesi" (12-16/01) ideato dalla giornalista Livia Grossi, la quale ha realizzato un reportage sul costume delle donne in Albania di cambiare identità trasformandosi in uomo pur di aggrapparsi all'ultima possibilità di avere dignità sociale. Non mancano i riferimenti ai casi apparentemente risolti della nostra storia ("L'innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto" 5-22 aprile e "Aut – un viaggio con Peppino Impastato" 18-21/05) all'attualità in cui lo stampo di Emergency torna preponderante ("Stupidorisiko – una geografia di guerra" 9-11/05 & "Farmageddon" 12-14/05) insieme all'uranio impoverito di Antonello Taurino ("Miles gloriosus" 16-17/05).
«Gestire un teatro in periferia è molto faticoso e per quanto importanti, i risultati conseguiti non bastano; per resistere ci vogliono motivazioni molto salde». Traspare da queste parole la piena coscienza che il direttore artistico Renato Sarti (nella foto) ha rispetto al compito a cui è stato chiamato il 24 gennaio del 2000. La periferia pullula di persone che han lo stesso diritto di chi vive nelle mura originarie di avere il proprio teatro, di abitare un luogo artistico vivendolo attivamente ed in questo tempo il Teatro della Cooperativa non si è sottratto a questo bisogno civile ed umano. L'atto di resistenza il Teatro lo sta compiendo sul piano nazionale per salvaguardare quella modalità di espressione che, a causa dei tempi, sembra essere diventata una mosca bianca nel panorama culturale. Renato Sarti ed il suo entourage insieme in particolar modo al Teatro Out Off, al Teatro Franco Parenti e al Teatro Libero si sono uniti contro la minaccia di lesione della libertà di espressione per gli artisti e scelta per gli spettatori nella diatriba dell'abbonamento di Invito a Teatro (iniziativa promossa dalla Provincia di Milano da oltre trentanni) per la stagione 2010-2011 (in discussione "Trilogia del benessere" di R. Sarti, "Chicago boys" di R. Sarti con la collaborazione di Bobo Storti e "Orgia" di P. P. Pasolini ndr). «Fondamento e garanzia di Invito a Teatro è il riconoscimento pregiudiziale che le varie soggettività (spettatori, artisti, istituzioni) in tanto convergono organizzativamente ed economicamente, in quanto condividono il principio dell’autonomia e della libertà artistica come momento costitutivo della relazione tra i cittadini e le istituzioni, in ordine alla cultura e al teatro» (comunicato di risposta all'Assessore Maerna in merito alla vicenda "Invito teatro"). Noi da spettatori, amanti dell'Arte e difensori del libero arbitrio non possiamo che essere contenti di fronte alla finale decisione, democratica, della Provincia di rispettare le autonomie dei singoli teatri, avendo fiducia nel loro operato e non di meno nella capacità di discernimento del pubblico garantendo la vasta offerta. Forse nessuno può dire ad insindacabile giudizio se uno spettacolo è giusto o sbagliato, l'Arte non può essere ridotta ad un'etichetta, ma risponde alle urgenze, ai sentimenti che ognuno di noi ha confidando nell'intelligenza e nella sensibilità degli artisti che la rappresentano. Un sentito ringraziamento va a chi resiste senza strumentalizzare la comunicazione, andando avanti non in nome di un'ideologia fine a se stessa, ma fecondando il seme del proprio talento.
portale di Federico Pontiero (TS)
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