UNO, NESSUNO, CENTOMILA in scena al Teatro Sala Fontana di Milano Testo di: Luigi Pirandello, adattamento teatrale di Roberto Manfridi;
Regia: Giancarlo Cauteruccio;
Cast: Fulvio Cauteruccio, Alessia Innocenti, Laura Bandelloni;
Nel 2009 la Compagnia Krypton affronta per la prima volta l’universo pirandelliano scegliendo "Uno, nessuno e centomila". Il regista Cauteruccio ha affidato l’adattamento teatrale del romanzo al drammaturgo Giuseppe Manfridi che ne ha fatto una riscrittura in cui il ruolo principale è pensato per Fulvio Cauteruccio, affiancato da due attrici che interpretano il ruolo della moglie e dell’amante. Questo adattamento tiene conto della ricerca che Giancarlo Cauteruccio porta avanti sullo spazio scenico e sulla parola e rinnova un binomio che si creò nel 1995 ai tempi dell’allestimento di "Arsa", uno dei primi testi composti da Manfridi. Dopo un lungo periodo in cui il forte rapporto tra Fulvio e Giancarlo Cauteruccio è stato dilatato in messe in scena che si sono avvalse della presenza di altri attori, con "Uno, nessuno e centomila" si ricompone la coppia, così come anni or sono fu per "Finale di partita" di Samuel Beckett. "Uno nessuno e centomila" (1926), testo di importanza e complessità notevoli, considerato una sintesi della grande opera pirandelliana, diviene per i fratelli Cauteruccio materia attiva di un progetto nel quale le energie, le differenze anche generazionali, i ruoli, tentano una fusione. Fulvio, interprete principale, e Giancarlo, regista, si riflettono nel gioco di specchi e maschere che la pièce suggerisce, ponendosi con intensità l’uno di fronte all’altro tra palcoscenico e platea. Vitangelo Moscarda, giovane banchiere siciliano, è il protagonista di un disperato esperimento: ricostruire la sua esistenza affrancandola dai condizionamenti imposti dalla natura e dalle convenzioni, alla ricerca del vero sé, possibile solo attraverso un atto di libertà. "Uno, nessuno, centomila" è un calvario auto conoscitivo e autodistruttivo, una discesa nel profondo che finisce col portare il protagonista alla totale dissipazione di se stesso. Nella riscrittura manfridiana Anna Rosa, l’amante, è una sorta di doppio che accompagna il protagonista nello scandire a ritroso le stazioni della sua Via Crucis; la moglie Dida diventa un simulacro di erotica mondanità. Gli altri personaggi sono voci, presenze incorporee. La storia del filosofo pazzo, "umoristico antieroe della modernità", è un viaggio amaro e ironico dentro l’animo umano e la pena di vivere. Questo straordinario e ultimo romanzo, scritto quando ormai tutte le sue opere teatrali erano state scritte, viene utilizzato dal drammaturgo come una sorta di serbatoio dei temi e dei personaggi affrontati nella sua produzione; l’opera nella quale convergono tutti i motivi che hanno caratterizzato la sua arte. Così come afferma in un saggio Giovanni Croci "i motivi della sua opera in termini speculativi attraverso quella che si suole chiamare la concordia discors tra vita e forma, tra divenire ed essere, tra vivere e vedersi vivere, trovano in Uno, nessuno, centomila, una raffigurazione estremamente plastica e straordinaria". Il romanzo della solitudine dell’uomo lasciatoci da Pirandello fornisce l’occasione sia al regista che all’attore di far convergere nella messinscena tutta la visionarietà, la fisicità, il rapporto tra corpo e spazio, che negli anni hanno analizzato e sviluppato nelle più diverse direzioni
Dal 19 al 24 Gennaio 2010 - Teatro Sala Fontana, via Boltraffio, 21 - Milano
Per informazioni: www.teatrosalafontana.it
19 / 01 / 2010
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