"VISSI PER MARIA" in scena alla Cappella Orsini di Roma
Comunicato stampa.

"VISSI PER MARIA"
In scena a Roma alla Cappella Orsini via di Grottapinta 21
14-15-16 dicembre ore 21,00.
Info: 06 – 58.85.557 – 340 – 22.82.088
Non tanto il mito in quanto sogno, utopia, ne' in quanto, come secondo il platonismo, rappresentazione allegorica di realtà imperscrutabili dalla ragione. La storia del mito di Maria Callas mi ha colpito piuttosto in quanto tenero se pur discutibile bisogno dell’uomo di proiettarsi in qualcosa di divino, di eterno e infallibile. Un padre assente, una madre arrivista e anaffettiva. Questi gli ingredienti che hanno probabilmente determinato il destino di Maria Callas. Un disperato bisogno di affetto sembra aver spinto la mitica cantante alla ricerca di una perfezione che le tributasse un amore universale e incondizionato. Finchè le impalpabili note si sono concretizzate in una palpabile passione umana: Aristotele Onassis. A conferma che fosse questo l’obiettivo primario di Maria, il canto comincia a cedere il passo. Quella stessa rara sensibilità, quella stessa incredibile capacità di soffrire e vivere intensamente che la resero impareggiabile interprete, divennero armi letali che il pubblico le ritorse contro sotto forma di rifiuto e di abbandono. E il mito, inevitabilmente, si umanizza. E muore. Bruna Lupoli è l’unico affetto costante nella vita della Divina. Un surrogato della figura materna. E come una madre Bruna si è infatti annullata scegliendo di vivere all’ombra del mito, di appartenere alla favola. Favola che in lei continua, che racconta come se la stesse ancora vivendo, ancora partecipando l’impari e tragico conflitto tra la ”piccola” Maria e la gigantesca Callas. Ciro Scalera
Elisabetta De Vito si forma come attrice presso il Laboratorio di arti sceniche diretto da Gigi Proietti nel biennio 1983-’85. Fra I lavori più importanti, diretta dallo stesso Proietti, spazia dal teatro drammatico a quello brillante in lavori come “Liolà” di Pirandello, “Cirano” di Rostand, “Per amore e per diletto” (una fusione di varie pieces di Petrolini), “I Sette Re di Roma” di Gigi Magni. Sotto la regia di Ingrid Thulin si aggiudica, nel 1985, il Premio Wanda Capodaglio come migliore attrice con “Signorina Giulia” di Strindberg.
Ciro Scalera si forma teatralmente direttamente sul campo in spettacoli le cui regie portano, fra le più importanti, le firme di Eduardo De Filippo (Tre cazune fortunate, Ditegli sempre di si), Roberto De Simone (Eden Teatro, Il Bazzariota), Ugo Gregoretti (Il matrimonio di Figaro). Sempre come attore viene diretto in cinema e in televisione, fra gli altri, da Pupi Avati, Alberto Sordi, Carlo Verdone. Adattatore e autore teatrale, sceneggiatore, compositore di colonne sonore, si avvicina poi alla regia come assistente di Luigi Squarzina.
Roberto d'Alessandro si diploma come attore nel '93 presso il Laboratorio di Arti Sceniche di Roma, diretto da Gigi Proietti. Fonda il gruppo teatrale 'I Picari' di cui è presidente. E' direttore artistico della Compagnia del Dramma Storico. Autore teatrale rappresentato in Italia e all'estero, è anche autore e produttore di diversi audiovisivi. Per approfondimenti sulla sua attività: www.robertodalessandro.it
10 / 12 / 2007
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