YPOKRITÀI – ATTORI al Teatro Sette di Roma

Politeama S.r.L
presenta
La Compagnia ARCADINOÈ diretta da Patrizio Cigliano
in
Ypokritài – Attori 2008
Scritto e diretto da Patrizio Cigliano
Premio Studio 12 1994 – Evento comico al TodiFestival 1995
Tenuta Record Stagione Romana 1995 – Campione d’Incassi Romano 2000
Con in ordine alfabetico: Simone CRISARI (Marco) - Claudia GENOLINI (Debby) - Melissa MACCARI (Giada) - Francesca MANICONE (Sara) - Stefano MASALA (Sergio) - Edoardo STOPPACCIARO (Andrea)
Musiche originali di Patrizio Cigliano e Leandro Piccioni
Regista Collaboratore: Elio Crifò
Dall'8 al 28 Aprile 2008 - Teatro Sette di Roma
Comunicato stampa
Torna in scena dopo 8 anni l’esilarante 3^ edizione (del tutto rinnovata) di una delle commedie piu’ rappresentate della recente drammaturgia contemporanea italiana.
Autore e regista: Patrizio Cigliano, il più premiato teatrante italiano Under 40 (fonte SIAE), con i suoi 18 premi tra regia, testo e interpretazione. Cosa accadrebbe se fosse inventato uno “spray della verità”? Basterebbe spruzzarne un po’ nell’aria per ottenere la verità da amici, politici, amanti. Sarebbe certamente utile e divertente, ma decisamente troppo rischioso. E così è “Ypokritài”, esilarante eppure tragico. YPOKRITÀI in greco vuol dire ATTORI. Ed è di "attori" alla greca, ossia di "ipokriti" che tratta questa commedia sul mondo dello spettacolo, da cui partire per approdare rigorosamente altrove, attraverso le storie individuali dei personaggi. Ombra nera della commedia è la creazione e la commercializzazione di uno “spray della verità” destinato a diventare l’invenzione del Secolo. E la sincerità, la lealtà e la verità, non sono più un mitico ideale da difendere e inseguire ma un insidioso fantasma da cui fuggire. E l'unica arma restano le parole con cui si cerca di dimostrarsi diversi da quello che si è. Inutilmente i personaggi si riempiono la bocca di parole come "verità" (ripetuta nei due atti 23 volte), "davvero" (29), "vero/a" (26), "veramente" (7). La chiave di lettura è senza dubbio l'ironia, nei confronti dell mondo dello spettacolo e del filone della "drammaturgia generazionale" (anche cinematografica) tanto in voga. Una specie di "rigurgito teatrale" causato da una indigestione di storie minime, per tornare ad una "verità" teatrale, ben lontana dalla semplicistica "fotocopia-cronaca" della realtà. Di "teatrale" restano le enormi difficoltà che ogni gruppo autogestito affronta per allestire uno spettacolo. Un "dietro le quinte" provocatorio, che mostra non i travagli attoriali per la riuscita del personaggio, non solo i vezzi e vizi degli attori, ma il cammino sempre in salita di un mestiere troppo abusato. I personaggi hanno tutti in comune - e non solo perché attori - il rifiuto di mostrarsi a volto scoperto, preferendo, o non riuscendo ad evitare, una "maschera". E l'invenzione fantastica dello "spray della verità", in un contesto - fuori e dentro il Teatro - dominato dall'"Ypokrisia", è una vera e propria esplosione, temuta orribilmente per gli inevitabili rischi di "verità" che porterebbe con sé.
"Sarebbe utile una bella spruzzatina di spray della verità in giro per il mondo ...se non fosse tanto rischioso!".
Una nuova e inedita versione per raccontare da dietro le quinte l’ambiente dello spettacolo e degli attori giovani di oggi. E a distanza di 14 anni dalla prima edizione (1994), il testo risulta ancora di scottante attualità culturale.
Per ulteriori informazioni, accrediti stampa e materiale sullo spettacolo contattare l’Ufficio Stampa: Mara Fux - info@marafux.it – Cell: 339.21.30.580
04 / 04 / 2008
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